Regolamento Didattico della Scuola di Dottorato in Scienze dell'Ingegneria

Regolamento dell'attività dei dottorandi
 

Premessa

L'opportunità che la scuola si doti di un regolamento dell'attività dei dottorandi nasce dall'esigenza di coordinare il lavoro nell'ambito dei molti curricula, al fine di fornire ai dottorandi percorsi formativi per il raggiungimento di un'adeguata maturità ed autonomia scientifica, per collaborare attivamente alla ricerca sia all'interno che all'esterno dell'Università. 
Quindi, salvaguardando il rispetto delle differenze culturali e scientifiche, e la naturale dinamica della scuola di dottorato, appare necessario uniformare l'approccio ai corsi nei vari curricula, fissando dei requisiti minimi relativi al lavoro dei dottorandi al fine di garantire, attraverso poche regole condivise, chiare e di semplice applicazione, un livello minimo, ma consono ad una scuola di dottorato, per quanto riguarda la qualità scientifica e una equità di giudizio tra dottorandi che afferiscono a curricula diversi. 

Un'ulteriore obiettivo è riconoscere e rendere manifesto il valore e la mole di lavoro che il corpo docente della nostra facoltà svolge nell'ambito della scuola di dottorato, impegnandosi nell'attività di docenza e di tutoraggio degli studenti.
 

Attività dei dottorandi - Considerazioni generali

Analogamente a quanto avviene nei corsi di laurea di primo e secondo livello, anche l'attività di un dottorando della scuola di Dottorato di Ricerca sarà organizzata in termini di crediti formativi, anche se "questi non possono essere confusi con i tradizionali CFU" (CUN, adunanza del 16-9-04). I CFU avranno valore di unità di misura del lavoro del dottorando, per avere un elemento di confronto dell'attività all'interno dei vari curricula. Per il conseguimento del titolo di Dottore di Ricerca si farà riferimento ad un lavoro complessivo di 180 CFU, equamente suddivisi nei tre anni ed opportunamente ripartiti tra le diverse attività. A fronte di alcuni requisiti comuni, come di seguito specificato, le attività potranno diversificarsi per ogni dottorando a seconda delle specifiche esigenze e saranno definite dal Collegio dei Docenti di Curriculum. Le attività, e la relativa quantificazione in termini di CFU, potranno anche essere modificate in corso d'anno (per tener conto della dinamica propria di eventi quali partecipazioni a scuole nazionali e internazionali, congressi, seminari, workshop, stages).
 

Tipologia delle attività

L'attività di ogni percorso formativo dovrebbe essere orientata a fornire ad ogni dottorando una preparazione di tipo specialistico, nell'ottica però di una impostazione multidisciplinare del corso, derivante dalle diverse aree di ricerca attive all'interno della scuola. 
I programmi di studio e di ricerca del dottorato dovrebbero prevedere percorsi formativi che possano comprendere sia attività di studio in comune con tutte le aree scientifiche e sia attività specialistiche relative alla specifica area scientifica prescelta per la tesi di dottorato. In particolare, l'attività di ogni percorso formativo, definito dal Collegio dei Docenti del Curriculum, sarà costituita da: 
  • Frequenza di corsi di base o comuni a varie aree scientifiche (CFU tipologia A1): essa ha lo scopo: 1) di favorire un allargamento delle conoscenze di base; 2) di permettere un approccio multidisciplinare alle applicazioni ingegneristiche e 3) di completare la preparazione degli studenti; tali corsi potranno essere attinti da corsi istituzionali attivati presso la nostra o altre facoltà.
  • Frequenza di corsi specifici attinenti all'attività di ricerca prescelta (CFU tipologia A2): essa ha lo scopo di fornire conoscenze propedeutiche e/o peculiari necessarie allo sviluppo delle tematiche di ricerca oggetto del dottorato; in questo caso i corsi potranno essere attinti tra i corsi di didattica strutturata specifici per il dottorato attivati presso i vari Dipartimenti.
  • Frequenza di corsi post-laurea caratteristici dell'area scientifica prescelta per la tesi di dottorato (CFU tipologia B): essa ha lo scopo di orientare ed organizzare la ricerca, fornendo, per le varie tematiche, lo stato dell'arte, le metodologie, le prospettive; essi saranno costituiti da lezioni, seminari tematici, esercitazioni in laboratorio tecnico, scientifico o informatico; i CFU corrispondenti a tale attività potranno essere attinti da corsi, seminari e mediante partecipazione a scuole di dottorato istituite in ambito nazionale ed internazionale.
  • Attività di tipo orientativo e formativo su argomenti afferenti ad uno o più settori di ricerca (CFU tipologia C): essa ha lo scopo di fornire un'occasione di confronto con ricercatori operanti negli stessi settori a livello nazionale ed internazionale, ed un momento di verifica dell'applicazione delle conoscenze e delle metodologie scientifiche a livello industriale; tale attività si esplicherà mediante partecipazione a workshop, congressi, stages presso le industrie o enti esterni convenzionati con il dottorato di ricerca.
  • Attività di tipo scientifico-metodologico (CFU tipologia D): essa ha lo scopo di fornire un'occasione di confronto e di verifica sulle problematiche inerenti i temi di ricerca; tale attività si esplicherà all'interno dei Dipartimenti, mediante tavole rotonde ed incontri periodici a cui parteciperanno tutti gli studenti e i docenti interessati.
  • Attività di ricerca sull'argomento prescelto per la tesi di dottorato (CFU tipologia E); tale attività si svolgerà mediante studio individuale, ricerca bibliografica, attività di laboratorio e sarà finalizzata allo sviluppo di metodiche originali per la soluzione di problemi legati all'attività di ricerca prescelta.
  • Attività di supporto didattico ad insegnamenti dei corsi di laurea, di laurea specialistica e di dottorato (CFU tipologia F).
  • Stesura elaborato e prova finale (CFU tipologia G).

Verifica dell'attività

All'inizio di ciascun anno di corso, ogni studente dovrà presentare il proprio piano di studi, in accordo con il facsmile allegato. Tale piano, che sarà sottoposto all'approvazione da parte del Collegio della Scuola, potrà essere proposto annualmente, oppure riguardare l'intero triennio, con possibilità di modifica annuale. 
Per ciascun anno di corso, ogni studente dovrà compilare un registro in cui, mensilmente, dovrà sinteticamente annotare l'attività svolta (vedi schema riassuntivo dell'attività mensile, sotto riportato). 
Tale registro costituirà parte integrante del materiale che ogni studente dovrà presentare al Collegio dei Docenti del Curriculum per la verifica annuale. 

La partecipazione ai corsi dovrà essere certificata da un attestato di frequenza. La preparazione conseguente alla frequenza dei corsi che attribuiscono CFU delle tipologie A1 e A2 potrà essere valutata o dal docente titolare del corso, o dal tutor accademico dello studente, o mediante lo sviluppo di un elaborato relativo ad un argomento concordato con il tutor accademico dello studente o con il docente titolare del corso. 

La verifica delle altre tipologie di attività è lasciata al tutor accademico del dottorando, il quale dovrà controfirmare il registro dell'attività. 
 
Schema riassuntivo dell'attività mensile
(compilare solo le caselle che interessano)
mese ......................................... dal ..........................al ............................
 
 
Tipologia attività
Ore (CFU)
Breve descrizione dell'attività svolta
A1+A2 (frequenza di corsi istituzionali e attività di studio ad essi relativi)
 
 
B (frequenza di corsi, seminari, scuole di dottorato e attività di studio ad essi relativi)
 
 
C (partecipazione a workshop, congressi e attività connesse)
 
 
D (attività scientifico-metodologica)
 
 
E (ricerca)
 
 
F (supporto didattico)
 
 
G (tesi e prova finale)
 
 
 

Attività didattica strutturata e verifiche periodiche

La vasta gamma di tipologie di studenti di dottorato che sono ammessi alla scuola non rende possibile quantificare in maniera univoca l'attività didattica; in alternativa è opportuno stabilire degli intervalli cui far riferimento per organizzare il lavoro degli studenti. Le motivazioni adducibili per riconoscere l'utilità di una minima attività didattica anche a quei dottorandi che hanno maturato nei corsi di laurea conoscenze specifiche per l'argomento di ricerca che sono chiamati a sviluppare possono essere sintetizzate in a) acquisizione di metodologie di analisi e/o conoscenze fisiche utili per la soluzione di problemi ingegneristici; b) ampliamento dello spettro delle proprie conoscenze scientifiche verso settori scientifico-disciplinari affini al proprio; c) miglioramento dell'approccio interdisciplinare; d) scambio delle conoscenze scientifiche con dottorandi di altri curricula. E' anche necessario fissare un tetto massimo a questa attività, perché il dottorando deve essere soprattutto parte attiva nel processo di ricerca, in linea con quanto stabilito dal CUN (adunanza del 16-9-04) che attesta ".. la didattica dottorale non dovrebbe superare il 15-20 % dell'impegno complessivo, per lo più concentrato nel primo anno..." e "..il dottorato deve preparare alla ricerca e preparare attraverso la ricerca". 
L'attività didattica e le verifiche in itinere del lavoro dei dottorandi possono quindi essere sintetizzate come segue: 
  • I anno - Il primo anno è prevalentemente dedicato all'ampliamento delle basi culturali e all'orientamento. Pertanto, su indicazione del Collegio dei Docenti di Curriculum, ciascun dottorando frequenterà moduli didattici di Corsi di Laurea di 1° e/o 2° livello, e/o corsi specifici per il Dottorato (tipologia attività A1 e A2). Sarà inoltre stimolata la partecipazione a seminari, scuole e congressi di interesse delle aree scientifiche coinvolte nel curriculum (tipologia attività B) e sarà avviata l'attività di ricerca. L'attività didattica relativa alle tipologie A1 e A2 non dovrebbe essere inferiore a 9 CFU e non superiore a 30 CFU, dei quali una quota (almeno 3 CFU) riservata a materie di base.
  • Ammissione al II anno - Presentazione del registro dell'attività mensile, controfirmato dal tutor. Presentazione orale al Collegio dei Docenti di Curriculum dell'attività da cui si evinca: partecipazione ai corsi previsti, frequenza dei laboratori e delle strutture dipartimentali, l'ambito e le finalità in cui si inquadra l'attività di ricerca nella quale il dottorando è coinvolto, attività prevista per il II anno.
  • II anno - Il secondo anno prevede la definizione del tema di ricerca specifico di ciascun dottorando (se non effettuata nel primo anno) e il raggiungimento di risultati preliminari della ricerca avviata. L'attività didattica relativa alle tipologie A1 e A2 potrebbe essere assente e comunque non superiore a 6 CFU.
  • Ammissione al III anno - Presentazione del registro dell'attività mensile, controfirmato dal tutor. Presentazione, in forma di articolo scientifico, dell'attività svolta e dei risultati preliminari eventualmente ottenuti. Presentazione orale al Collegio dei Docenti di Curriculum dell'attività da cui si evinca: partecipazione ai corsi previsti, frequenza dei laboratori e delle strutture dipartimentali, la possibilità che l'attività possa dar luogo a pubblicazioni su riviste internazionali con revisori, attività prevista per il III anno.
  • III anno - Il terzo anno è totalmente dedicato al pieno sviluppo del tema di ricerca e alla preparazione della tesi di dottorato. L'attività didattica relativa alle tipologie A1 e A2 dovrebbe essere assente e comunque non superiore a 3 CFU.
  • Ammissione all'esame finale - Presentazione del registro dell'attività mensile, controfirmato dal tutor. Presentazione orale al Collegio dei Docenti di Curriculum del contenuto della tesi di dottorato, che abbia necessariamente dato luogo ad almeno una pubblicazione (congresso o rivista) a carattere internazionale con revisori; inoltre il dottorando deve aver svolto parte dell'attività all'estero, attività che può essere certificata anche dalla partecipazione ad almeno un congresso internazionale tenutosi al di fuori dell'ambito nazionale.